giovedì, 30 novembre 2006

ecco il sospeso diario del mozambico...

Mercoledì 26/07/06

Sveglia alle 2.15 preghiera veloce..poi mi rifarò sul carro

Bettina ed io stiamo davanti mentre gli altri dietro stanno all’aperto e fa pure freddo ..combatto un senso di colpa per dare spazio alla gratitudine di stare bene al caldo.

Parlo con Bettina che mi racconta un po’ di vicende della sua vita in una compagnia svizzera dove la maggior parte dei danzatori e i coreografi facevano uso di stupefacenti ..ho sonno e dopo un po’ forse anche lei ..non parla più

Cambiamo il carro per prendere il tanzaniano e proseguiamo tra galline ed arance

 E banane.

 

Il festival

Si alternano gruppi di danza e musica che non riesco a vedere tanto bene…mi spiace perché vorrei apprezzarli di più.

Mi diverto molto comunque anche lì in mezzo alla confusione intravedendo qualche musicista..

Finita la presentazione incontriamo Vicente e poi una Signora che ci troverà dei pass per faci entrare nella zona dei vips dove si può vedere meglio e più da vicino

Torniamo a casa e decido di allenarmi un po’ ne avevo veramente bisogno!

A cena al ristorante portoghese con Athanasius e Bettina la zuppa vegetale che è buona!

Passeggiamo fino alla pensao e rido tanto mi sento euforica, senza un perché…e questo mi piace.

 

 

 

Giovedì 27/07/06

Sveglia col freddo che non mi fa dormire vorrei scrivere una poesia a Paolo per tutto ciò che ho visto in lui e per la gratitudine che sento nei suoi confronti..chissà se lo farò

Colazione , prepariamo le cose e sentiamo Vicente che ci porterà a pranzo da suo cugino.

Passeggiamo per il mercato, facciamo la spesa banane e papaia, arance e the la colazione c’è. Torniamo a casa e ci fermiamo a salutare tutti gli altri che nel frattempo abbiamo incontrato per strada  e tutti dal cugino di Vicente per il pranzo.

Il festival è alla casa della cultura e poi allo stadio.

In ogni gruppo posso scoprire un pezzetto della cultura di una provincia del Mozambico e quando vedo la danza Mapico riesco a ricordare le scene del villaggio che ho visto dal vero.

La danza e la musica raccontano la storia di un paese ognuno con strumenti originali , e diversi colori in movimento.

Paolo riprende tutto ed io mi immergo nelle facce del pubblico che partecipa e grida..tutto è così incredibile!

Mi sento tanto fortunata.

La danza delle allieve della scuola del corano è straordinaria, sono ragazze giovani sedute sulle ginocchia che danzano con movimenti sincronizzati e all’unisono e poi con gruppi che vanno in alcune direzioni ed altri in altre.

Sembrano uno stormo di uccelli. A cena con Paolo mi diverto molto. Mi fa ridere il suo ironico e serio modo di raccontare la vita dice cose molto interessanti.

 

Venerdì 28/07/06

Sveglia presto il sole fa luce…i tempi sono lunghi ci sono i miei e quelli di Paolo e quelli degli altri..

Armonia.

Facciamo colazione , viene Fidel che questa mattina non parla molto è impegnato a mandare un sms , io sto bene. Vado a internet ho molte mail non lette non riesco a rispondere a tutte…

Scrivo sul blog. Al mercato scherzo con i ragazzi che vendono arance, ananas e cavolo…

Andiamo al festival. Mi piace. Io e Bettina sulle gradinate, Paolo e Nyuss giù sotto al palco a riprendere.

Vicente è ubriaco già…

Faccio molte foto ai bambini che guardano il festival poi penso alle facce delle donne e inizio a sentire la loro vita , sono ammirevoli ma un po’ arrese alla inevitabilità del loro destino . le guardo vorrei fare qualcosa con loro..

Proseguiamo le vie del festival…allo stadio.

Mi sento un po’ stordita oggi e un po’ sola.

Abbiamo cenato in una casa molto lussuosa e bella dove una ragazzina di 11 anni si è presa cura di noi e della cena occupandosi di tutto: ha apparecchiato, servito, sparecchiato e pulito tutto, ritirato i panni …non l’ho persa di vista un momento, ci siamo guardate a lungo e pensavo..”questa ragazzina con una bambina piccola sulla schiena sta facendo tutti i lavori di casa, senza parlare osservandoci…mi tocca molto.

Parlo con la moglie dello tio di Vicente una ragazza giovane , la mamma di quella più piccola e mi dice alcune difficoltà che sta affrontando, si apre con me ed è molto bello questo senso di umanità universale che può esserci quando parli cuore a cuore.

Esco a sentire alcuni musicisti del festival che si esercitano  o semplicemente si divertono insieme..mi metto a ballare cerco di imparare i loro passi e i ritmi che bello!

Rientriamo in casa dopo qualche birra salutiamo e andiamo via.

ballato da: valedanzare alle 08:25 | link | commenti
stile: diario in mozambico
venerdì, 17 novembre 2006

diario di vale in mozambico

Lunedì 24/07/06

Il funerale.

Ci svegliamo per andare al funerale dello tio di Vicente nel villaggio vicino, passando prima per l’amministrazione dove ci aspetta appunto l’amministratore.

Non c’è. Paolo Angelina e Fidel vanno a piedi mentre Bettina, Nyuss ed io  aspettiamo papà Seguo con la macchina..ma veramente io preferirei andare a piedi…solo che l’amministratore ha invitato me e se torna..

Parlo con loro nell’attesa.

C’è uno scambio di vite in ogni pezzo di strada.

Arriva Seguro e andiamo al villaggio. Vicente non c’è, dove sarà?

Eccolo che arriva…Paolo ed io andiamo al campo con la rete per comunicare col mondo di fuori così sento i genitori , mia sorella , è scoppiata la guerra in Libano e so che mia madre sta pregando il buddismo per questo mi commuovo e le lacrime scendono forte.

Poi altre lacrime ma non le mie per lo tio di Vicente, il funerale in mezzo a tanti colori e canti

Andiamo al cimitero fanno un lungo discorso in maconde sulla vita di quest’uomo che era ben conosciuto anche dai villaggi vicini infatti c’è tantissima gente, era un segretario del partito…parlano nella loro lingua e non capisco  ho caldo e decido di andare alla baracca con le tende colorate piena di mosche

C’è un ragazzo senza un occhio che mi chiede soldi o sigarette..il ragazzo che gestisce la baracca lo fa uscire. Mi sento protetta.

Compriamo un po’ di pane e con le arance il pranzo è pronto. Quando paolo torna dal cimitero torniamo alla casa a salutare la padrona di casa, la figlia dello tio.

Vicente sembra sparito di nuovo ma invece si è solo ritirato in solitudine in una capanna abbandonata.

Torniamo verso Muidumbe e la strada è bellissima tutta verde di alberi e gli occhi si perdono nello spazio senza palazzi alti, senza macchine e traffico…solo aria , nuvole, verde,verde,…

Andiamo a salutare il signor Mustafà che dirigeva una compagnia di musica e danza tradizionale e inventa strumenti musicali, sistemi di irrigazione in base alla pendenza del campo,…è un genio!

Ha una camicia con dei disegni grandi e belli. Mi chiede com’è la terra nel mio paese forse è la prima persona che mi domanda questa cosa. Gli dico che c’è catrame quasi dappertutto e lui storce il naso e non si spiega ..poi mi dice che se qui fa freddo ,se  manca l’acqua, e mi mancano le cose belle del mio paese…di dimenticarle perché tanto quando torno le ritroverò.

Nella mangheira danzano ancora…ma siamo stanchi e sporchi così optiamo per un rientro alla casetta.

La cena dalla mamà veloce poi a casa a parlare.

 

Martedì 25/07/06

La festa

La sveglia è alle 5.47..orecchie aperte per sentire quando inizia la musica…ancora no…

Nella manghera dopo la colazione stanno iniziando le prime danze. ..apertura ufficiale della giornata di festa per commemorare il FRELIMO il partito di liberazione dalla colonizzazione e le tante attività di sviluppo della città di Muidumbe…. Tante parole in portoghese che la maggior parte della popolazione del villaggio non capisce. Una formalità un po’ vuota e la ricerca di una crescita del villaggio verso qualcosa di nuovo.

le danze Mapico

gli uomini danzano con una maschera sul viso e a un ritmo di batuki

altri fanno  una danza di agricoltura e guerra con gonnellini e armi finte nelle mani

dopo il pranzo iniziamo a guardare i diversi gruppi danzanti.

Mi piacciono questi con le magliette rosse di una squadra di calcio che fanno tantissimi ritmi diversi con  i piedi…e controtempi che si ripercuotono in tutto il corpo…difficili da afferrare solo con gli occhi.

Le bianche

Decidiamo di danzare anche noi. Bettina ed io. Il nostro orchestra personale è formato da Mali che è ubriaco ma nascosto da occhiali da sole, Vicente ubriaco perso…nel senso che veramente non sappiamo dove si sia cacciato.un giovane sobrio e  di poche parole e Nyuss che cerca di mantenere una stabilità e prova ad organizzare i ritmi dell’orchestra..

Facciamo una prova e i bambini che ci vedono corrono da ogni capanna vicina per poterci vedere..un vero assalto…non mi era mai successo..mi sento una star protetta dall’assalto dei suoi fans e nello stesso tempo un fenomeno da baraccone…

La danza che facciamo è uno dei momenti più emozionanti della mia vita fino ad ora..è un’esperienza fortissima, sono in tanti e ci guardano con i loro piedi nudi e impolverati ..la danza ci pervade e sebbene cadiamo rovinosamente a terra recuperiamo subito…un feticcio pensano i più superstiziosi che in questo momento fa comodo anche a noi dare la responsabilità al feticcio piuttosto che alla nostra emotività.

“le bianche” hanno il loro successo..non deve essere una cosa abituale per loro vedere due bianche ballare per loro…come per me vivere l’estasi di essere protetta da body guard…al suono di tamburi sotto gli alberi di mango nel nord del mozambico..

ci immergiamo nella festa tra una danza e l’altra ..quasi tutti sono ubriachi ormai..cerco di respirare quell’atmosfera con tutti i sensi aperti e quando veramente ci sentiamo sazi andiamo a cercare il figlio dell’amministratore che questa notte dovrebbe darci un passaggio in macchina per tornare a Pemba.

Il sole sta tramontando e sebbene il ragazzo non  sia in casa c’è un’atmosfera bellissima ..questo posto non lo dimenticherò mai.

Il tipo è tornato ma non ci può aiutare per questo torniamo verso casa ma prima andiamo a casa di un senior che ha la macchina ..è buio ovunque ormai e io non riesco a vedere niente. Paolo si riesce ad orientare molto bene e malauguratamente decide di iniziare a raccontarmi storie di leoni che mangiamo le persone…e io ho una certa strizza..

Raggiunta la casa dell’autista dove stanno facendo una festa parliamo con l’autista che verrà a prenderci alle 3.

Torniamo a casa a cena dalla mamà e saldo delle spese effettuate siamo in sette stanotte a casa di Paolo con qualche ubriaco…ma la notte è corta..

 

ballato da: valedanzare alle 13:21 | link | commenti (2)
stile: diario in mozambico
mercoledì, 15 novembre 2006

diario di vale in mozambico

Sabato 22/07/06
Ci svegliamo tutti alle 5 per andare a correre .
Il tragitto è molto lungo e io mi fermo prima degli altri, vado piano, non voglio che si formi acido lattico visto che sono parecchi giorni che non mi muovo…
Andiamo a trovare la mamma della segretaria dell’organizzazione del Movimento delle donne Mozambicane e le lasciamo una moneta per il tabacco.
Si riparte, questo paese è molto povero il pane che in genere si trova ovunque qui non c’è.
Torniamo verso il villaggio ed io cammino mi sento veramente sfiancata sarà la mia tiroide che fa i capricci?
Ad un tratto una ragazza molto giovane si affianca a me e mi chiede dinero…comincio a correre anche io, tiroide o non tiroide mi sento sola ed impaurita..lei ha un peso sulla testa corre forte veloce è più forte di me…mi fa paura…così allungo il passo e cerco di correre il più forte possibile, divento una gazzella o forse un coniglio…???
Arriviamo al villaggio sono le 9.45 prego intensamente e chiedo ad Hana se vuole praticare con me e lei si mette lì…che emozione!
Mi vado a lavare tra bacarozzi e acqua scura..questo bagno piuttosto lercio mi sta diventando quasi familiare, lo conosco ormai..lavarmi è quasi confortevole.
Ci mangiamo banane, papaya, thè poi mi metto a scrivere e c’ è una capretta che…scoreggia!
Hanna ed io ci siamo prese l’impegno di scrivere “pensao Ntambudjanghe” per la mamà
..intanto qui sgozzano galline e spennano polli ed io sono vegetariana.
Abbiamo dipinto la scritta tutto il pomeriggio è stato bello mi è sembrato di aver lasciato qualcosa di concreto qui, qualcosa di mio…la mia mano ha operato con cura e con gioia
Mangiamo e quando poi sarà il momento della cena io berrò solo un thè non ce la faccio veramente.
A tavola parlo con Bettina che è una coreografa svizzera arrivata qui nel pomeriggio con Athanasius il suo compagno. Stanno lavorando ad un progetto di ricerca sulla gioventù mozambicana ed io le parlo del mio lavoro, lei crede che io lavori in Mozambico per la Campagna contro le mine e inizia una polemica contro i progetti di sensibilizzazione a qualcosa che lei non ritiene cultura vera.
Mi sento attaccata ma decido con mio stesso stupore di approfondire e aprire un dialogo con lei spiegandole il mio punto di vista ed ascoltando il suo.
Così capisco che lei è contraria ai progetti che si fanno in Mozambico e che durano 1 mese e questo lo condivido così poi le spiego meglio che io lavoro in Italia e lei non sapeva che la Campagna contro le mine operasse anche in italia così ora ci conosciamo un po’ di più e abbiamo potuto scambiarci qualcosa veramente.
 
Domenica 23/07/06
Il macello
Nel senso letterale c’è un capretto appeso per un piede fuori dalla porta della nostra casa e qualche gallina spennata lì intorno.
Colazione al mercato con Paolo e poi a comprare il fazzoletto per la signora del villaggio vicino..
Oggi mi improvviso parrucchiera, taglio i capelli ad Hana ..
 
L’inaugurazione
È giunto il momento dell’inaugurazione della pensione della mamà con discorsi formali e tutto il villaggio presente.
Ringraziano anche noi europei che siamo lì e annunciano che siccome siamo quasi tutti ballerini ci sarà uno spettacolino di danza fatto da noi.
Ma non siamo pronti!
Ci mettiamo a provare un po’ per arrangiare una cosa decorosa.
Prima un pezzo solo musicale con Paolo alla chitarra , Vicente percussioni e voce, Nyuss batuki, e un ragazzo del villaggio tamburo.
Poi percussioni e danza: Valeria e Bettina.
Mi diverto chissà come è per loro veder danzare due donne bianche …mi sento nello stesso tempo una star e una scimmiotta da circo.
Pranzone della festa..e meno male che si dice che c’è la fame in Africa? Io non ho mai mangiato tanto in vita mia!
 
Ci sono loro, piccole con i piedi nudi e oggi che è un giorno di festa hanno un vestito speciale che ricorda qualcosa di elegante o kitch, abiti smessi dopo la comunione di qualche bambina di qualche altra parte del mondo.
Sono sporchi e strappati e queste bambine sembrano delle bambole dimenticate in un ripostiglio impolverato da ormai troppo tempo…
Hanno il corpo vivo di carne sangue ossa e muscoli ben sviluppati per il lavoro nei campi mi lasciano senza parole.
Il villaggio continua a danzare con donne che cantano e una giovane che fa musica con delle campane che ha attaccate al piede..
Più in là uomini danzano , suonano e cantano con maschere tradizionali “Mapico” tipica di questa popolazione no capisco molto bene cosa faccia ma intuisco una storia, un significato.
Una parte di me si intimorisce di fronte a tutti questi sguardi, mi guardano, la straniera sono io , la novità, la donna bianca che danza per la mamà.
Ieri è morto lo zio di Vicente andremo al funerale.
Oggi mi sento diversa da come sono sempre stata, sono consapevole di dover badare a me stessa e lo voglio fare con grande cura, voglio vivere bene.
Hana è partita sono le 16.30 mi mancherà sono commossa è la prima separazione in questo viaggio che so essere un luogo di incontri e dipartite…vado avanti e sorrido…le scriverò
All’imbrunire parlo con Fidel, Maliamungo e Bettina, Paolo è andato ad accompagnare Hana.
Andiamo tutti insieme a bere in una baracca ..Maliamungo beve molto io ho voglia di tornare a casa e vado.
Una nottata difficile
A casa della mamà c’è luce entro e mi siedo a tavola con loro, mangio chapati e thè.
Vengo invitata dall’amministratore del villaggio che ora è completamente ubriaco…ma anche i miei pensieri sui motivi per cui ci vuole incontrare domani sembrano il delirio di un ubriaca.
Pensieri del tipo “ci vogliono usare per scopi politici…” ma non mi farò manipolare…
Quando invece io desidero danzare in questo festival….
Bettina mi chiama Fidel ha bisogno delle chiavi per Maliamungo che è ubriaco…
Angelina e Fidel vogliono mettere Mali nel letto di Paolo…non mi sembra saggio visto il rischio di vomito e caduta eventuale al suolo suggerisco il materasso per terra.
Paolo va a fare un giro con Nyuss dice che torna presto ed io e Fidel ci mettiamo a dormire, Fidel dorme con Mali ma..durante la notte…ecco Fidel mi chiama e mi dice che Mali sta vomitando Fidel va a cercare acqua ma nel bagno non ce n’è più ..intanto Mali urla cose in portoghese e cerco in tutti i modi di calmarlo e dirgli che non è vero che lui è malucco cioè cattivo…torna Fidel decidiamo di soprassedere e puliremo domani..Fidel chiude la porta immagino che acidulo odorino nell’altro quarto e nel trambusto non riesco più a dormire…
Prendo sonno e ..torna Paolo è ubriaco anche lui…e ha bisogno di parlare..così mi sveglio lo ascolto, gli rispondo e quando lui si addormenta…e a me scappa la pipì..ma in questo momento ho paura di tutto ..con coraggio affronto il buio pesto e vado al bagno.
La notte è quasi finita quando prendo sonno di nuovo.
ballato da: valedanzare alle 10:53 | link | commenti (2)
stile: diario in mozambico
lunedì, 13 novembre 2006

qualche pagina ancora...

Mercoledì  19/07/06

Il viaggio per Muidumbe

La sveglia è per le 3.30 il sonno è tanto, mi vesto in fretta…prego intensamente perché il viaggio sia protetto e…si parte!

La macchinapullman con cui stiamo viaggiando si  ferma continuamente per caricare persone che devono andare al nord..forse tornano a casa dopo aver lavorato in città..e alle quattro c’è un movimento come se fosse pieno giorno..

La prima fermata nel primo villaggio il carro viene circondato da ragazzi con banane che compro per la colazione, , pesce secco, pollo secco..

bhè particolare –penso tra me e me mentre mi guardo intorno

ho davanti una signora che sembra anziana ma i suoi capelli sono molto scuri, ha il volto tatuato sembra un dipinto , la guardo, mi affascina, è molto dignitosa prende lo spazio che trova libero per sé e per le sue cose..e lo protegge dagli altri..

c’è un ragazzo giovane che ha lo sguardo indurito e la borsa pesante di arance e la senhora gli sposta lo zaino quando si accorge che lui le  sta addosso..

quando lei scende quasi mi dispiace..

altro villaggio scendiamo per fare shi shi, prendo un thè Paolo mangia pesce fritto e pane ..sono le 8 di mattina…

al villaggio successivo i ragazzi che assaltano il carro hanno delle galline vive nelle mani e le tengono per le zampette così che le pennute ti guardano da sotto in su..

proseguiamo e ci propongono nuovamente arance, banane, ma amche spiedini di pesce fritto e polpo secco…

ogni pezzo di strada mi addentro in questa terrae in questa cultura ..tutto è verde poi strada senza niente e poi qualche villaggio con capanne e bambini scalzi e sporchi di sabbia, con i vestiti bucati..

mi viene in mente la signora Tina che prima di partire mi ha detto di vedere se ci sono posti dove poter dare una mano…e credo che sì potremmo dare una mano in tante situazioni qui…ma possiamo imparare tutto ciò che si respira che è veramente straordinario..la forza di un torrente che scorre e proprio qui ove l’acqua è poca invece le persone sono così fluide nelle avversità..

buchiamo una ruota e…si scende per cambiarla e io mi metto a ballare un po’…

arriviamo in un villaggio più grande dove c’è anche la rete del telefono e qui camniamo la macchina per salire su una vecchissima autovettura aperta dietro .

io ed Hana siamo sedute insieme davanti ci guardano tutti e noi sorridiamo…io saluto tutti sebbene la ventenne sia lei tra le due..ed ogni tanto mi addormento dando alla piccolina delle inevitabili capocciate..

penso al tetano e a tutti i vaccini richiesti prima della partenza  ai viaggiatori e dico perché non paghiamo i vaccini un prezzo più basso e mandiamo il resto direttamente nei paesi per combattere le malattie alla radice? E magari comprare due macchinucce nuove?

ACQUA a un prezzo più basso ?

“posso prendere la tua acqua?” mi dice un ragazzo sul sedile a fianco…e se ha qualche malattia ? penso così gli dico “ ma siamo già in 6 a dividere una bottiglia” e continuo a pensare ma chi ti conosce…? E se poi mi sento male dopo che hai bevuto tu?

Certo anche a Roma  non ho l’abitudine di bere con tutti quelli che incontro per strada..ma magari nessuno mi chiede da bere e poi a volte basta che ti ho visto una volta edè subito sì…

L’acqua è una delle cose che costa più care qui e penso che forse il ragazzo non ha i soldi per comprarsela..così decido di comprare una bottiglia per lui…

Dopo il cambio della ruota risaliamo sul pullman e l’acqua nella bottiglia è diminuita un bel po’

Certo in sei una bottiglia finisce in fretta…però eravamo tutti giù a vedere cambiare la ruota e…e allora guardo il ragazzo e “sei stato tu?” penso senza parlare ma lui lo sa che sto pensando a lui… non so…

Arriviamo dopo tante ore Paolo è conosciuto da tutti

Ci sono capanne dappertutto..e quando uomini e donne tornano alle loro famiglie carichi di vestiti e cibo, i bambini gli corrono incontro con tanto entusiasmo e prendono i pesi per portarli nelle capanne..mi commuovo penso quali sono le azioni migliori che posso fare qui? Intanto saluto e sorrido!

Arrivati

Andiamo a posare le nostre cose a casa di Paolo..io mi piazzo su una cama…Paolo sulla sua ..Hana e Vicente nell’altra stanza..la piccoletta starà su un materasso per terra..e così aver superato i trenta qualche volta conviene!

andiamo al mercato

conosciamo la Mamà di Paolo che ha aperto un posto con un telefono che però al momento non funziona o comunque non lo chiedo neppure…

il villaggio è senza luce e alle 18 fa buio e stiamo con le candele..

la mamà ha messo su una Pensao che si chiamerà Ntambudjanghe che è ilo nome di suo figlio e significa “accusatelo pure” e quando parla del nome le si legge negli occhi tutto lo sforzo che ha fatto la sua battaglia e la sua vittoria

oggi mi commuovo molto anche parlando con Paolo di cose del suo passato…

passeggiamo

le persone qui parlano quasi tutti faconde una lingua swuaili Paolo traduce e ci aiuta io ripeto a pappagallo facendo ridere tutti ..

poi incontro loro, non mi lasciano mai, sono fatti di giochi e di sorrisi ..

li guardo e scherzo come se avessi scoperto qualcosa di loro e loro si nascondono e ridono ed io sono felice è come se avessi il miele e il mio miele sono loro.

I ragazzi fanno uno spuntino  spiedini di topini affumicati di grandezza diversa..

Meno male che non mangio fuori pasto altrimenti …Hanna li assaggia  ma come fa!!! È incredibile questa ragazza.

Facciamo un bel giro e poi torniamo a casa.

Tutto buio dappertutto è veramente un altro mondo ..

La mamà ci ha cucinato verdure con riso buone!

Mi butto sulla cama e …buonanotte…il letto è comodo ma… ho freddo..sì in africa fa freddo ! comincio a mettere quello che al buio riesco ad individuare pantaloni, camicetta, felpa…

Oh no la pipì!! Questa proprio non ci voleva, la luce non c’è ed il bagno è fuori dalla casetta..e ci vuole la chiave che non saprò mai dov’è..mi allungo carponi per terra e trovo le scarpe..la porta…e via vado…ALBERO ma come ci arrivo qui non si vede veramente niente…già telefonino è l’unica cosa che so dov’è

La luce del quadrante mi permette di vedere l’albero da raggiungere…ora buona notte..

 

Giovedì 20/07/06

Il gallo canta, sono circa le 5 e una campana suona chiamando a raccolta

Vicente esce ed io mi infilo i calzini che prima non avevo trovato.

Alle 6.15 gli occhi sono aperti ed io all’erta…fa ancora freddo..

Vado al bagno e quando esco trovo Paolo, Vicente e Hana a rastrellare il terreno e mi aggiungo a loro.

Poi colazione banane e pane e chà cioè thè .

Hana ed io andiamo al mercato a comprare capulana la mia è color sabbia con dei cerchi tipo sole dentro…penso a Michela mia sorella

Oggi è il compleanno della mia amica Silvia le scrivo un messaggio che spedirò al più presto..

Mi lavo un po’ ma a pezzettini e poi al pozzo…no il programma cambia e andiamo da Mamà che ha preparato da mangiare..ancora cibo? No!!! Mi sembra offensivo ma veramente non posso mangiare oltre…

Torniamo a  casa e scrivo un po’ , parlo con Vicente di buddismo, lui mi fa tante domande…e poi al pozzo…ma lungo il cammino ci sono tante persone da salutare…una donna con i capelli corti che pesta il mais per fare la farina ed ha le braccia molto forti..mi guarda e mi chiede che lavoro faccio così le dico che sono ballerina e le mostro qualche passo di danza ..lei mi sorride e mi dice ah questo è un lavoro..poi mi accorgo che lei ha una gamba sola ed atrofizzata…non me ne ero accorta e  non mi sembra possibile che un corpo così fragile possa avere tutta quella forza per pilare il mais.

Davanti a lei c’è una bambina che pila ed ah un movimento ritmico danzante…è bellissima!

Arriviamo al pozzo la strada è ujn passaggio incessante di donne con acqua sulla testa

“shi camu?” domando alle signore più anziane in segno di rispetto

“ma araba djambu” mi rispondono e ridono…

“djambu” rispondo io con grande soddisfazione

la fila scorre avanti e indietro e ci guardiamo incuriosite…io la straniera e loro le padrone di casa.

Il pozzo

È un vero miraggio in questo villaggio. È un luogo dove le donne ridono , si lavano parlano tra loro nude e felici..

Risaliamo e penso che il mio modo di vederle sta cambiando sento ancora le loro risate, vedo i loro corpi bagnati e la loro intimità spiata… anche solo per pochi minuti  .

Angelina

Andiamo a trovare Angelina la zia di Angelina il nostro amico.

Lei è stata ferita a causa di una mina antipersona e al villaggio dicono che sia una stregona caduta a causa di una mina anti-strega.

Torniamo a casa

Cena con polenta chima e cavolo e piccolo dibattito religioso con papà Seguo che è un professore di religione e io che parlo di buddismo a tutti

dopo la cena mi metto in casa mi sdraio e penso , rivivo la giornata, mi addormento

Ho rimediato una coperta avrà le pulci? Nooo dai!!!

Ok buona notte

 

Venerdì 21/07/06

Eccoci pronti alle 5.15 Hana e Vicente parlano già da un po’ vado al bagno e mentre passo li guardo, sono carini si sostengono uno con l’altra Vicente le ha fatto un massaggio, si prende cura di lei e lei si fa accudire con semplicità

Oggi percorriamo una strada lunga in mezzo agli alberi tutto è verde.

Hana canta in fiammingo ed io ripeto quello che lei dice senza capire veramente niente.

Le voglio molto bene e mi mancherà la sua vita mi ha dato molta forza.

Cantiamo le sue canzoni e qualche filastrocca italiana…e intanto salutiamo alla maniera faconde ..tutti quelli che passano!

Le donne che ci sentono ridono, forse perché pronunciamo male o magari la mia faccia esprime come mi sento ridicola!

È bello vederle ridere

Arriviamo a casa della famiglia di Vicente e ci offrono arance e anche il pranzo, mangiamo tutti insieme dallo stesso piatto..come si usa qui.

C’è una bambina che porta a spasso il suo macaco con cui giocano tutti i bambini della zona.

C’è lo zio di Vicente che è molto malato.

Andiamo a fare un giro. Vicente ed Hana si mangiano canna da zucchero e stanno sempre vicini.

Quasi vorrei lasciarli da soli ma decido di restare con loro…avranno modo di stare per conto loro…

Ci fermiamo da altri due signori che ci offrono arance e noccioline , si mangia di nuovo, aiutooo

La signora mi parla in faconde qualcosa di importante penso ma non la capisco così chiedo a Paolo e… mi ha chiesto un fazzoletto perla testa. Si prometto di comprarglielo anche se non credo di tornare io in questo villaggio lo darò a Paolo…certo immaginavo qualche segreto fondamentale per la mia vita ..rido forse è nascosto proprio in un fazzoletto

Riprendiamo la strada per andare a telefonare…per prendere la rete ci dobbiamo posizionare in un punto preciso in mezzo ad un campo dove per terra c’è un pezzetto di carta giallo che dice mcel che testimonia la presenza di rete per i  cellulari e così siamo in sei in un pezzetto di terreno piccolo con i telefonini in mano come matti  a mandare sms ai nostri cari.

la nonna Lucia è morta

torniamo a casa con una macchina che va velocissima

mi vedo in un’ombra che corre sotto al sole portata dalla macchina “safariformula1” con la coda dei capelli al vento che si scatena, che non vuole fermarsi, che cerca,cerca, e vuole manifestare amore e si mette in ascolto del cuore.nella sua intimità

a casa mamà ha preparato altro cibo…vado a stendermi sulla cama…sono un po’ nervosa ..

ma più tardi mi addormento
ballato da: valedanzare alle 10:24 | link | commenti (1)
stile: diario in mozambico
giovedì, 09 novembre 2006

..una pagina al giorno

diario di vale in mozambico

Martedì  18/07/06

Mi sveglio alle sette e prego (sono buddista e prego tutti i giorni mattina e sera) 

Insieme a cercare una colazione. Thè con succo di frutta e in un alimentari piccolino trovo fette biscottate e dei stupendi biscottini agua e sal . questi biscottini e l’alimentari sono un piccolo punto di riferimento..

Andiamo alla Lam per prenotare il mio volo per beira..sarà il 4 .

Poi mercato con Hana ..alle volte non so se fidarmi di lei se ne va in giro tutta sola per il Mozambico e qualche volta ha un modo di fare strano, magari mi chiede di pagare io delle cose…poi però è lei a pagarne altre..mi sa che non ho niente da temere..starò a vedere.

Al mercato compriamo pomodori e una bambina ci dice 2000 methicais quelli grandi e 1000 i piccoli ne prendiamo due mazzi piccoli e la mamà comparsa all’improvviso ci dice “4000” così la guardo e le dico in un maccheronico portoghese “entau nos somos amigos de 1000 a 2000 vamos a conocerce mejor voce vas a fazer mas caro?” che secondo me doveva significare “allora siamo amici da 1000 a 2000 se ci conosciamo meglio ci fa pagare ancora di più!”

Lei ride ed è così bello vederla ridere sembra una bambina colta sul fatto  mi ricorda la risata di mia zia Liliana a 68 anni quando le dicevi che aveva avuto tanti amanti e  lei rideva…

Torniamo a casa. Oggi siamo stati invitati a pranzo da Nana .

La sua casa è semplice …il salotto un po’ meno mega divani con super televisione che trasmette telenovelas brasiliane per la gioia della cognata di Nana  di suo figlio…e di Hana!

Noi mangiamo fuori su un grande tavolo su una terrazza ci sono tante pentole per terra con pesce, chima e cibo per il cane..speriamo che non facciano confusione!

La chima qui è speciale fatta con la mandria ..buonissima..a Roma qualche volta in passato mi cucinavo il semolino di miglio che consideravo una poltiglia di bassalega e che tutto sommato potrei oggi spaccaire per una chima africana!

A tavola siamo seduti solo con Nana, sua moglie ci serve da mangiare e i suoi figli, figlie e nipoti la aiutano a portarci bibite e vivande..peccato non mangiare tutti insieme.

Dopo pranzo andiamo a conoscere un’altra parte della famiglia nella zone vicino al mare fatta di capanne.

Le donne stanno cucinando con pezzi di carne e coltelloni tra le mani ci sorridono e si mettono a parlare con noi..

 

Ci sono momenti in cui vorrei scappare via..ma da che cosa? Dalla vista di qualcosa che non mi piace?

Da qualcosa che mi sembra di subire? Da situazioni in cui vedo qualcuno che subisce qualcosa? Dal fatto di sentirmi impotente?

Così cerco un nuovo modo per restare in quel posto, un nuovo modo di guardare il mondo che mi circonda, una nuova curiosità per le persone che ci stanno..

Andiamo alla spiaggia e mi metto a dormire un po’..tutti sti pensieri stancano! Dopo mi rialzo e inizio a stiracchiarmi e fare un po’ di esercizi Paolo e Hana si aggregano e inizia una vera classe di danza..ecco un bambino con due occhini e una maglietta bucata, Fidel  Angelina, Vicente..coreografia..

Mi sento meglio , sono felice è una delle lezioni più belle che potessi sognare. i ragazzi sono molto stimolanti .

Finiamo di danzare  e torniamo a sederci a bere qualcosa da mare sol poi a casa..domani si riparte.

 

Mercoledì  19/07/06

Il viaggio per Muidumbe

La sveglia è per le 3.30 il sonno è tanto, mi vesto in fretta…prego intensamente perché il viaggio sia protetto e…si parte!

La macchinapullman con cui stiamo viaggiando si  ferma continuamente per caricare persone che devono andare al nord..forse tornano a casa dopo aver lavorato in città..e alle quattro c’è un movimento come se fosse pieno giorno..

La prima fermata nel primo villaggio il carro viene circondato da ragazzi con banane che compro per la colazione, , pesce secco, pollo secco..

bhè particolare –penso tra me e me mentre mi guardo intorno

ho davanti una signora che sembra anziana ma i suoi capelli sono molto scuri, ha il volto tatuato sembra un dipinto , la guardo, mi affascina, è molto dignitosa prende lo spazio che trova libero per sé e per le sue cose..e lo protegge dagli altri..

c’è un ragazzo giovane che ha lo sguardo indurito e la borsa pesante di arance e la senhora gli sposta lo zaino quando si accorge che lui le  sta addosso..

quando lei scende quasi mi dispiace..

altro villaggio scendiamo per fare shi shi, prendo un thè Paolo mangia pesce fritto e pane ..sono le 8 di mattina…

al villaggio successivo i ragazzi che assaltano il carro hanno delle galline vive nelle mani e le tengono per le zampette così che le pennute ti guardano da sotto in su..

proseguiamo e ci propongono nuovamente arance, banane, ma anche spiedini di pesce fritto e polpo secco…

ogni pezzo di strada mi addentro in questa terrae in questa cultura ..tutto è verde poi strada senza niente e poi qualche villaggio con capanne e bambini scalzi e sporchi di sabbia, con i vestiti bucati..

mi viene in mente la signora Tina che prima di partire mi ha detto di vedere se ci sono posti dove poter dare una mano…e credo che sì potremmo dare una mano in tante situazioni qui…ma possiamo imparare tutto ciò che si respira che è veramente straordinario..la forza di un torrente che scorre e proprio qui ove l’acqua è poca invece le persone sono così fluide nelle avversità..

buchiamo una ruota e…si scende per cambiarla e io mi metto a ballare un po’…

arriviamo in un villaggio più grande dove c’è anche la rete del telefono e qui camniamo la macchina per salire su una vecchissima autovettura aperta dietro .

io ed Hana siamo sedute insieme davanti ci guardano tutti e noi sorridiamo…io saluto tutti sebbene la ventenne sia lei tra le due..ed ogni tanto mi addormento dando alla piccolina delle inevitabili capocciate..

penso al tetano e a tutti i vaccini richiesti prima della partenza  ai viaggiatori e dico perché non paghiamo i vaccini un prezzo più basso e mandiamo il resto direttamente nei paesi per combattere le malattie alla radice? E magari comprare due macchinucce nuove?

ACQUA a un prezzo più basso ?

“posso prendere la tua acqua?” mi dice un ragazzo sul sedile a fianco…e se ha qualche malattia ? penso così gli dico “ ma siamo già in 6 a dividere una bottiglia” e continuo a pensare ma chi ti conosce…? E se poi mi sento male dopo che hai bevuto tu?

Certo anche a Roma  non ho l’abitudine di bere con tutti quelli che incontro per strada..ma magari nessuno mi chiede da bere e poi a volte basta che ti ho visto una volta edè subito sì…

L’acqua è una delle cose che costa più care qui e penso che forse il ragazzo non ha i soldi per comprarsela..così decido di comprare una bottiglia per lui…

Dopo il cambio della ruota risaliamo sul pullman e l’acqua nella bottiglia è diminuita un bel po’

Certo in sei una bottiglia finisce in fretta…però eravamo tutti giù a vedere cambiare la ruota e…e allora guardo il ragazzo e “sei stato tu?” penso senza parlare ma lui lo sa che sto pensando a lui… non so…

Arriviamo dopo tante ore Paolo è conosciuto da tutti

Ci sono capanne dappertutto..e quando uomini e donne tornano alle loro famiglie carichi di vestiti e cibo, i bambini gli corrono incontro con tanto entusiasmo e prendono i pesi per portarli nelle capanne..mi commuovo penso quali sono le azioni migliori che posso fare qui? Intanto saluto e sorrido!

Arrivati

Andiamo a posare le nostre cose a casa di Paolo..io mi piazzo su una cama…Paolo sulla sua ..Hana e Vicente nell’altra stanza..la piccoletta starà su un materasso per terra..e così aver superato i trenta qualche volta conviene!

andiamo al mercato

conosciamo la Mamà di Paolo che ha aperto un posto con un telefono che però al momento non funziona o comunque non lo chiedo neppure…

il villaggio è senza luce e alle 18 fa buio e stiamo con le candele..

la mamà ha messo su una Pensao che si chiamerà Ntambudjanghe che è ilo nome di suo figlio e significa “accusatelo pure” e quando parla del nome le si legge negli occhi tutto lo sforzo che ha fatto la sua battaglia e la sua vittoria

oggi mi commuovo molto anche parlando con Paolo di cose del suo passato…

passeggiamo

le persone qui parlano quasi tutti faconde una lingua swuaili Paolo traduce e ci aiuta io ripeto a pappagallo facendo ridere tutti ..

poi incontro loro, non mi lasciano mai, sono fatti di giochi e di sorrisi ..

li guardo e scherzo come se avessi scoperto qualcosa di loro e loro si nascondono e ridono ed io sono felice è come se avessi il miele e il mio miele sono loro.

I ragazzi fanno uno spuntino  spiedini di topini affumicati di grandezza diversa..

Meno male che non mangio fuori pasto altrimenti …Hanna li assaggia  ma come fa!!! È incredibile questa ragazza.

Facciamo un bel giro e poi torniamo a casa.

Tutto buio dappertutto è veramente un altro mondo ..

La mamà ci ha cucinato verdure con riso buone!

Mi butto sulla cama e …buonanotte…il letto è comodo ma… ho freddo..sì in africa fa freddo ! comincio a mettere quello che al buio riesco ad individuare pantaloni, camicetta, felpa…

Oh no la pipì!! Questa proprio non ci voleva, la luce non c’è ed il bagno è fuori dalla casetta..e ci vuole la chiave che non saprò mai dov’è..mi allungo carponi per terra e trovo le scarpe..la porta…e via vado…ALBERO ma come ci arrivo qui non si vede veramente niente…già telefonino è l’unica cosa che so dov’è

La luce del quadrante mi permette di vedere l’albero da raggiungere…ora buona notte..

 

 

ballato da: valedanzare alle 08:49 | link | commenti (4)
stile: diario in mozambico
mercoledì, 08 novembre 2006

diario di vale

La mamà maconde.

Andiamo a mangiare al mercato da una donna maconde che cerca in tutti i modi di soddisfare le nostre richieste  perché oggi ha pollo e noi volevamo il pesce..ci porta fagioli con la chima.

La baracca è veramente carina con tovaglie di plastica sui tavoli e canne di bambù fuori

Mi sento in un posto familiare e lei è gentilissima!

Pemba è diversa da Maputo è bellissima tutta luminosa con palme e baobab bianchi dappertutto ..

Ci incamminiamo verso la comunità degli ex combattenti di guerra che Paolo deve contattare per le sue ricerche ..ma passa un amico di Paolo con una moto ed io in un batterbaleno mi trovo sulla moto di questo perfetto sconosciuto con i capelli al vento diretta alla casa della cultura “aspettami lì” mi dice Paolo mentre sfreccio via con il centauro.

Mi ritrovo alla casa della cultura dove si fanno solitamente danze e musiche…e mi fanno accomodare ad un tavolo di tre donne che stanno sorseggiando bibte al fresco di una palma..

Vorrei andare in spiaggia .. e mo che se dimo? Loro mi guardano e mi domandano un po’ di cose ma io sono entrata in uno stato di agitazione che non mi permette un dialogo m,a solo la possibilità di trovare un modo per allontanarmi ma non c’è anzi se mi allontano vado ancor di più verso i pericoli della città mi chiedono se voglio bere e dopo se offro loro qualcosa mi irrigidisco sempre più e loro si mettono a parlare in maconde così non capisco veramente più niente! Arrivo a pensare che loro non sono più forti di me come se volessero attentare alla mia stabilità senza più cercare di scoprire un pezzetto nuovo di cultura del luogo…portano da mangiare e io che ho mangiato già ne approfitto per alzarmi..in quel momento torna il centauro e mi faccio accompagnare a vedere il palco…me la sono svignata…che fifona!

Quando torniamo Paolo è arrivato mi sento stanca decido di fare qualche foto e dopo aver legato la camera al marsupio…mi cade e senza che me ne accorga rimango senza…e non la trovo… più mi dispiace

La spiaggia

Che spettacolo! Peccato che ho un leggero…un forte rodimento! Saluto a mala pena gli amici di Paolo tra cui un inglese o forse australiano…Lester che tanto sembra un marziano perciò è uguale!

Si aggiunge all’allegra brigata una ragazza di 20 anni che si chiama Hana è belga e sta viaggiando da sola per il paese..anche lei per altri aspetti è un po’ marziana soprattutto non so come faccia a viaggiare da sola…io finora sono stata sempre con qualcuno e me la faccio sotto..

La notte divido il letto con lei sono stanca e con un po’ di tristezza non solo per la macchinetta ma per i limiti del mio caratterino..

ballato da: valedanzare alle 08:12 | link | commenti (2)
stile: diario in mozambico

diario di vale

Domenica 16/07/06

 

La casa di Fabito

Doccia e capelli e mi preparo per andare a casa di Fab e Luis in una zona che è un sobborgo fatto di casette di cemento costruite al posto di vecchie capanne di paglia e canne di bambù distrutte dal maltempo.

A casa di Fab c’è la mamma distesa su una stuoia per terra in mezzo a tre bambini sembra anziana sebbene Fab abbia solo 20 anni..è la famiglia di Fab con sorelle grandi e nipoti piccoli.

La stanza dove vive Fab è un quadrato con un letto basso cioè un materasso per terra , una cesta con i libri e un appendiabiti di legno c’è solo una finestra ed il soffitto è una lamiera

Ma c’è decoro, colore e dignità che non facilmente si possono trovare in una casa.

Mi scappa…chiedo una casa de banho?

Il bagno è un quadrato di tre muri ed una tenda fuori dalla casa dove una  tenda copre un buco nella terra..mi chiedo ma la cacca dove finirà io che per centrare il buco veramente sto facendo una battaglia! Forse con una bella secchiata d’acqua al posto dei moderni sciacquoni..che peraltro a me non funzionano mai!

La casa di Luis

L’aria è più tesa nel suo quarto c’è un letto grande di legno e dei batik piccoli e un po’ sbiaditi attaccati alle pareti..entra molta luce e lui è molto contento perché sta mettendo l’impianto di illuminazione

Tutti suonano e sono bravi c’è qualcuno che grida un uomo ha dato fuoco alla casa della sua donna perché lei è una puttana..forse..

Un ubriaco cerca di abbracciarmi e mi vuole mettere le mani sul petto ma senza violenza solo deciso..i miei amici gli parlano con altrettanta decisione e lui si allontana.

 

Michelle

Un’altra amica di Paolo. Lavora in banca ed è molto indaffarata..la andiamo a trovare e mangiamo insieme in un ristorantino gamberi e calamari arrosto che buoniii

Siamo sul lungomare e per le strade c’è sempre qualcuno che vende qualcosa..penso a quante volte ho visti a Roma stranieri , immigrati che vendono cose per strada e non mi sono mai chiesta come fossero le loro città e se lo facessero anche lì.Ho solo pensato “fanno qualcosa che qui è vietato!”

Fa freddo , mangiamo in fretta e con la macchina di Michelle andiamo a casa sua dove ci offre un buon thè caldo e la possibilità di usare internet..è ricca.

 

Stefania

Alle 18.00 mi viene a prendere davanti al museo questa signora che lavora per i minori a Maputo. È italiana e l’avevo contattata prima di partire parliamo a lungo è molto stimolante e mi viene voglia di tornare a danzare con i suoi malandri…

 

 

Il primo scarafone

Torno a casa e lotto con uno scarafaggio..lui è lesto ed io resistente ad ammazzare..

Un the e qualche banana e poi il portoghese per tutti…mi metto a studiare e buona notte…

 

Lunedì 17/07/06

L’aereo per Pemba

La sveglia è alle 3.50…destinazione aeroporto..

Bagagli alla mano salutiamo Fabito e chissà se lo rivedrò…in questo viaggio o in uno futuro…

Luis ci accompagna all’aeroporto

Paolo è cotto ma pur sempre gentile ascolta i miei racconti con la massima attenzione e la sua cura mi commuove!

Al momento dell’imbarco viene chiamato il volo per Beira e tutti i passeggeri si dirigono all’aereo..ma dopo 2 minuti tornano tutti indietro. C’è mal tempo non si parte ancora..bhè meglio volare sicuri anche perché l’aereo è ad elica aspetteremo con pazienza…invece il nostro volo viene chiamato prima ..ma come dobbiamo arrivare più lontano e con un volo più piccolo…aiutoooo

Il viaggio è fichissimo! L’aereo vola basso e si vede tutto …colazione e poi mi scappa…

Ma non vedo un bagno chiedo…

Praticamente la tazza è nascosta dietro ad una porta che aprendosi in fuori crea lo spazio per farti fare pipì…mi diverto…mi sembra di stare in grande parco giochi e invece è solo un mondo diverso..

Arriviamo sani e salvi e ..la chitarra? No imbarcata su altro volo..presto recuperata!

 

Pemba

All’aeroporto ci sono Fidel, Angelina (che nonostante il nome è un ragazzo di 23 anni)

Vicente e Nana che guida un taxi..ci portano nella casa che ci ospiterà i prossimi giorni la proprietaria si chiama Sonia ma non c’è ora.

La depandance è piccola ma carina un po’ calda e con varie zanze ma un letto grande  e un bagno..

Abbiamo a disposizione anche il bagno della casa grande e la cucina.

 

Anna

È la governante della casa che ci mostra i luoghi a nostra disposizioni e si occupa della casa.

Cammina trascinando i piedi e tira su con il naso in un rantolo forte e cavernoso..

Ci sistemiamo ed io occupo categoricamente da sola tutto il ripiano vicino al letto..Paolo mi guarda

“se ti serve spazio te lo faccio…”

“bhè diciamo che non sei proprio timida! Comunque prendo queste scatole qui grazie.”

 

Fiedel e Angelina

Sono due amici giovani che collaborano con Paolo da un po’ di tempo.

Paolo gli ha portato dei regali e il momento della distribuzione è bellissimo loro hanno gli occhi lucidi e Paolo è felice di farli contenti e stimolarli con macchina fotografica e lettore cd…

 

ballato da: valedanzare alle 08:10 | link | commenti
stile: diario in mozambico
martedì, 07 novembre 2006

diario vale in mozambico

Diario di Vale in Mozambico

 

14/07/2006

 

Eccomi seduta al posto giusto 8d corridoio

L’aereo è piccolo e si sa la gente mormora

Finora ho guardato i bagagli di un ragazzo americano con la maglia dell’italia…e anche Paolo all’aeroporto verrà a prendermi con la maglia dell’italia…azzurra!

Pensa se all’arrivo all’aeroporto scopro che sono tutti vestiti con la maglia azzurra…

Comunque durante l’attesa leggo..il libro mi piace..

Papà all’aeroporto non voleva più entrare, mi voleva lasciare all’ingresso ma mami maimi si è incazzata e l’ha convinto…

Sull’aereo:

dormita da decollo come al solito! Nonostante un giovane passeggero davanti al mio posto avesse deciso di urlare a fauci spiegate per esprimere il suo disappunto sull’idea di prendere il volo a soli 2 anni..

c’è un monitor color seppia che vorrebbe proiettare un allegro film su una sirena..ma la visione diretta è impossibile e quindi ti puoi solo sguerciare per intravedere dal monitor del vicino tutto in portoghese con sottotitoli in portoghese..la complessa vicenda della situazione sociale e politica della sirena mi stimolano a cercare di capire meglio quella strana lingua scritta in un modo e pronunciata in altro almeno suppongo perché le cuffie audio non sono state fornite! O forse mai prese in considerazione all’atto di costruzione del veivolo.

Il personale di bordo è veramente gentile.il mio pasto vegetariano non è stato considerato perché sulle tratte brevi un vegetariano può sempre mangiarsi un bel panino al prosciutto no?

Quando decido di digiunare lo stuart impietosito mi porta il suo vassoio pieno di robe dolci e lievitate che io comunque non posso mangiare ma, visto er gesto, spazzolo tutto con voracità.

Quando mangi qualcosa che “non dovresti” in genere lo fai di corsa così il tempo in cui ti vedi compiere il peccato dura il meno possibile!

Prego che non mi faccia male e me ne convinco pure…

Arrivo a Lisbona:

tutto ok.

Avverto genitori e amici e davanti alle partenze di altri voli mi chiedo “come sarò al mio ritorno da questo viaggio? Quante persone conoscerò e che tipo di attenzione avrò alle cose che mi circondano?”

“penserò ancora che è conveniente comprare 2 pelouche al prezzo di 10 euro invece di 15?…certo maiale e mucca sono carini…

 

la rotta più lunga:

l’hostess bionda del volo Lisbona – Maputo è veramente geniale: secca e con il viso incazzato abbozza un sorriso che sembra veramente uno straniero sul suo viso mi tratta gentilmente e poi sbrocca all’improvviso quando qualcosa non la convince tipo le signore che hanno freddo e si mettono la coperta la innervosiscono molto…per ora io non ho freddo meno male!

Chiama le sue colleghe per commentare i comportamenti folli dei passeggeri senza nessuna discrezione!

Si trascina avanti e indietro per il corridoio e sbatte il suo carrello contro i sedili non curante delle gambe delle persone sedute né tanto meno del rischio di amputare le loro mani con le sue gincane da go-kart..è straordinaria!

 

L’arrivo all’aeroporto:

lo scalo:

Il passaggio all’aeroporto di Joannesbourg è stato veloce, facevano 5 gradi …una temperatura da Norvegia in estate…avrò preso l’aereo giusto?…bene viste le faccie scure credo di sì..conosco Mimmo veterinario che sta andando a inseminare le vacche..non so bene se di persona…e sull’aereo parlo con una ragazza Patricia che lavora per l’Unicef e si occupa di violenze..e fa lezioni di danza che fico insegnare per l’Unicef! Ci penserò, d’altronde sono una danzatrice, coreografa e insegnante di danza…

 

 

 

L’arrivo a Maputo:

Paolo

Il secco è lì che mi aspetta con la sua maglietta  azzurra..vicino a lui  c’è un sorriso sotto un cappellino rasta e la maglietta gialla ..Fabito..il suo sguardo vivo ed accogliente non lo scorderò mai!

Lasciamo le borse a casa e andiamo a mangiare “preferisci una cosa soft o vuoi entrare nel vivo del paese?” chiede il secco “nel vivo!” figuriamoci se voglio passare per una femminella spaurita! “al mercato allora”

Ci avviciniamo ad una signora seduta ad un tavolo di una “baracca” cioè un posto dove si trovano cibarie varie coperto da un tetto..e le chiediamo se ha del pesce..che io la carne proprio non la mangio…

Lei ci fa sedere al tavolo dove sta seduta a mangiare con le mani e si procura il pesce da una baracca vicina…quando arrivano i tre piattoni di riso e pesce grigliato la gola si fa più grande della pancia e la mano parte all’avventura della comida.

Paolo mi spiega che si mangia solo con la mano destra..io mi impegno con risultati appena sufficienti e siccome il mio pesce non ha la salsa la signora si risente anche un po’..ma poi sorride..le manca un dente.

Governa le altre donne con disposizioni precise e chiare.

In queste baracche lavorano quasi tutte donne..mi piace il mercato!!

Maputo è una vera e propria città, per la strada uomini e donne vendono un sacco di cose..

Cammino con Paolo e tutti ci dicono Italiano, italiana…ma ci si legge in faccia? Ma no con la maglietta di Paolo che pretendiamo!

Non sento mai invadenza da parte di nessuno e questo mi piace, mi arriva una grande dignità e riservatezza..

Le macchine sono un mondo a parte, vanno veloci come saette e se non stai attento ti schiacciano come polpette..guidano a destra come a londra.

Le strade sono piuttosto sporche ma tutti si siedono per terra ugualmente.

 

Pascual:

e’ uno sculture amico di Paolo e fa parte di una comunità Maconde…avevo letto che la scultura è una delle forme d’arte più sviluppate in Mozambico..e mi trovo esattamente in mezzo loro..gli scultori.

C’è un’atmosfera bellissima e ognuno è concentrato nella sua opera con grande passione sono tutti seduti a terra o su pezzi di tronco sotto un tendone e ridono.

Mi salutano ed io rispondo CIAO e loro ridono ..Paolo mi spiega che in portoghese Ciao si dice quando stai andando via da un posto ed io sono appena arrivata…

Quando le persone parlano lentamente le capisco un po&rsqu